Pokerì: la nuova Ghost Kitchen di Pokè in Sardegna

Pokerì è una nuova Ghost Kitchen sarda specializzata nella preparazione di Pokè

Pokè: il piatto salutista che ha conquistato l’Italia

In passato abbiamo già parlato della Cucina Hawaiana. Questa particolare cucina esotica è di recente approdata in Italia grazie allo strepitoso successo di un piatto in particolare: il Pokè. Da circa un anno a questa parte in tutta Italia sono sorti molti ristoranti tradizionali e Ghost Kitchen che hanno fatto del Pokè il loro cavallo di battaglia. Per chi non lo sapesse, il Pokè altro non è che un piatto a base di pesce crudo (solitamente tonno) tagliato a dadini. Può essere servito in molte maniere, ed è un piatto che si sposa molto bene con uno stile di vita salutista. Molto popolare fra gli sportivi, questo piatto hawaiano è anche in linea con particolari regimi alimentari, come per esempio il Crudismo. Oggi vi parleremo di Pokerì, una nuova ed interessante Ghost Kitchen di recente apertura specializzata nella preparazione di questa delizia.

Area operativa e scelta del logo: cosa rende questo brand molto interessante

Innanzitutto, Pokerì ha aperto la sua cucina fantasma in un contesto geografico abbastanza differente rispetto ai suoi competitors. Quando pensiamo ad una Ghost Kitchen di Pokè (o anche ad un comune ristorante tradizionale), ci vengono in mente le grandi città come Roma, Milano o Torino. Un piatto esotico non sarebbe poi tanto una sorpresa nei quartieri multiculturali che queste città ospitano. Pokerì invece ha preferito evitare (per ora) i grandi agglomerati urbani. La sua sede si trova infatti in Sardegna, e più precisamente nel comune di Teulada. Sebbene si stia parlando di una località turistica, concorderete con noi che non è certamente il posto in cui ci si aspetta di trovare il Pokè. Ecco pertanto il primo elemento che ha suscitato il nostro interesse. Pokerì opera in un territorio non ancora saturo, sebbene siano previste prossime aperture anche aldilà del braccio di mare che separa l’isola dalla terra ferma.

Il logo di Pokerì contiene elementi che richiamano il Giappone, essendo la loro offerta culinaria molto orientata verso i sapori di questo paese

Ma le particolarità di Pokerì non finiscono qui. Guardando il suo logo, la prima cosa che cattura l’attenzione è lo stile molto diverso rispetto ad altri. L’immagine del Pokè è resa in maniera molto minimalista, tanto che non risulta essere immediatamente riconoscibile. La grafica vuole giocare molto su due elementi. In primo luogo, la forma di una conchiglia, richiamo alla Sardegna e più in generale ad una località marittima. In secondo luogo, questo logo richiama molto il Giappone, sia per i colori (che sono gli stessi della bandiera nipponica) che per le forme, richiamo non troppo velato ai disegni orientali.

Il Pokè nippo-hawaiano a cura di Stefano Callegaro

Il Pokè ha riscosso un enorme successo fra la clientela ed i ristoratori anche grazie alla sua semplicità. Non occorre molto per prepararlo, può essere consumato praticamente ovunque e si conserva molto bene. Quest’ultimo elemento ha notevolmente contribuito a rendere questo piatto uno dei cibi d’asporto più ordinati. Sappiamo tutti però che quando una cosa è estremamente facile da fare, in molti vorranno provare a farla. Oggigiorno non è semplice proporre un menu. Le cose si complicano ulteriormente se il piatto che si vuole proporre è molto amato anche dalla concorrenza. Pokerì, come avrete immaginato, non propone il solito Pokè. La sua cucina strizza infatti l’occhio alla tradizione Giapponese, e porta la firma di uno Chef famoso sul piccolo schermo.

Il menu di Pokerì porta la firma di Chef Stefano Callegaro, vincitore di Masterchef Italia.

Si parla ovviamente di Chef Stefano Callegaro, vincitore della quarta edizione del talent Masterchef Italia. Chef Callegaro ha pensato ad un menu in cui ritroviamo sapori dei due lati del Pacifico. Dopotutto, occorre ricordare che alle Hawaii la presenza nipponica ha avuto un ruolo molto importante nello sviluppo culinario. Se siete curiosi di scoprire quali pietanze sono comprese nel menu curato da Chef Callegaro, l’unico consiglio che possiamo darvi è di ordinare un Pokè direttamente a casa vostra. Al momento Pokerì serve solo la Sardegna, ma sono in programma nuove aperture.

Come il brand prevede di ampliare il suo giro d’affari

Come abbiamo già accennato in precedenza, Pokerì ha in mente un piano di espansione che prevede l’apertura anche in grandi città. La prima apertura sarà a Cagliari, e a questa seguiranno anche aperture a Roma e Milano. La cosa interessante è che chiunque può aprire la sua Ghost Kitchen indipendente con questo marchio. L’obiettivo di Pokerì è pertanto quello di creare un proprio franchising di cucine fantasma, seguendo l’esempio di alcune realtà statunitensi.

Per saperne di più riguardo al programma per diventare proprietario di una Ghost Kitchen indipendente con il marchio Pokerì, ti consigliamo di rivolgerti qui per una prima consulenza.