La pizza surgelata di Roncadin conquista l’estero

la pizza surgelata di Roncadin conquista un nuovo record di fatturato

Questa volta non è la solita Pizza (surgelata)

La Pizza non è soltanto il gioiello della nostra tradizione gastronomica. Si tratta infatti di una delle pietanze più consumate al mondo, ed è anche il piatto d’asporto più ordinato nel 2020. La Pizza perciò non smette mai di essere in cima alle preferenze alimentari della maggior parte dei consumatori. La Pandemia di COVID-19, si sa, ha fatto chiudere moltissime pizzerie. E sfortunatamente, molte di esse non riapriranno più. Ma questo non ha tuttavia fermato il consumo di pizza. Si è continuato a consumare la Pizza, a volte grazie alla ristorazione alternativa, mentre in altri casi si è preferito comprare prodotti surgelati. E proprio questa tipologia di prodotti ci interessa da vicino. Per Roncadin, azienda friulana specializzata nella produzione di pizza surgelata, il 2020 è stato l’anno dei record legati al fatturato.

La pizza surgelata non conosce frontiere

Il colosso dei surgelati ha infatti chiuso il 2020 con un fatturato pari a 140 milioni di euro. L’aumento percentuale è stato del 16,6% rispetto al 2019, e questo si traduce in circa 100 milioni di pizze surgelate prodotte. L’anno precedente se ne erano prodotto circa 18 milioni in meno. La Pandemia di COVID-19 ha determinato un aumento della domanda di pizza anche fuori dal nostro paese. Basti pensare che al momento il 70% degli ordini è destinato ai mercati stranieri. Stando alle parole dei vertici aziendali, gli ordini provenienti dall’estero sono arrivati con tassi tripli rispetto a quanto previsto. Soddisfare questa crescente richiesta ha perciò rappresentato una sfida non indifferente. Occorre tenere presente che, come espressamente riferito dall’azienda, in alcuni momenti si è dovuto far fronte anche alla scarsità di materia prime. Per mantenere il ritmo produttivo ai livelli sperati, Roncadin ha inoltre garantito incentivi e benefit ai propri dipendenti, specialmente a quelli impiegati nei reparti produttivi. Questa azienda conta più di 700 dipendenti in Italia, e la loro dedizione al lavoro ha consentito di onorare tutti gli ordini provenienti dall’estero.

Un futuro farcito di nuove sfide

Nonostante ci si trovi davanti a numeri incoraggianti, i vertici di Roncadin sono concordi nell’affermare che non è ancora giunto il momento di abbassare la guardia. Infatti, stando ad un pensiero diffuso, la fine della Pandemia (od il suo attenuarsi) potrebbe incidere negativamente su questi numeri. La grande distribuzione infatti dovrà, prima o poi, tornare a competere con la ristorazione e le sue realtà. Pertanto, Roncadin si sta già preparando al lancio di nuovi prodotti, che per ora rimangono nell’anonimato. Le uniche indiscrezioni lasciano intendere l’imminente approdo sul mercato di formati rettangolari e di grandi dimensioni, sempre più richiesti dai consumatori. Come se non bastasse, l’azienda ha già le idee molto chiare riguardo il tema della sostenibilità ambientale. L’uso della plastica per gli imballaggi sarà ridotto notevolmente, e si accompagnerà ad una graduale riduzione dei consumi energetici. Un’altra grande sfida per Roncadin è rappresentata dalla Brexit. Il Regno Unito è una nazione strategica, che da sola rappresenta circa il 20% dell’intero fatturato di Roncadin. L’uscita dall’UE ha già contribuito ad aumentare i costi operativi. Ma per il momento, la situazione sembra non essere peggiorata di molto.

La riscoperta dei surgelati sopravviverà alla COVID?

Dopo anni di stagnazione, il mercato italiano dei prodotti surgelati registra una crescita esplosiva. Nel corso del 2020 il volume d’affari italiano di questi alimenti ha superato quota 3 miliardi di euro. Le tonnellate di cibo surgelato prodotto hanno invece superato le 550.000 unità. Questa crescita ha riguardato tutte le categorie di prodotti. La riscoperta di questi alimenti non sembra essere un fenomeno passeggero. Durante il primo Lockdown, il 41% degli italiani ha dichiarato di aver comprato più surgelati rispetto alla fase pre-COVID. Questa percentuale era però pari al 66% a novembre 2020. Ma c’è di più. Stando ad alcune statistiche, circa il 70% degli italiani si dichiara intenzionato a mantenere i surgelati nel suo carrello anche dopo la fine della Pandemia.