Dieta crudista: pro e contro di questa tendenza

la dieta crudista fa veramente bene? Ecco spiegati i pro ed i contro

La dieta che conquista (quasi) tutti

La dieta crudista, o Raw Food se si preferisce usare il termine inglese, è un regime alimentare che sta conoscendo una rapida diffusione anche in Italia. Sebbene sia nata attorno agli anni ’90, questa dieta ha conosciuto il suo boom negli ultimi 10/15 anni. Il concetto alla base di questa dieta è semplice: gli alimenti devono essere consumati crudi. Quando si parla di Crudismo si finisce spesso per legare questo termine al Veganismo. In realtà, si tratta di due cose diverse. Esistono infatti più tipi di Crudismo:

  • Onnivoro: chi segue questa dieta non si limita solo ad assumere frutta e verdura cruda, bensì anche derivati del latto, pesce e persino carni;
  • Vegetariano: i sostenitori del Crudismo vegetariano non consumano pesce e carne, ma non disdegnano uova, latte e derivati;
  • Pescetariano: a differenza dei crudisti vegetariani, i crudisti pescetariani consumano anche il pesce, mentre la carne rimane bandita;
  • Vegano: chi si definisce un crudista vegano consuma solamente frutta e verdura cruda;
  • Fruttariano: si tratta di una dieta crudista vegana più intransigente, che prevede il consumo di sola frutta cruda;

Tuttavia la maggior parte dei crudisti segue una dieta vegetariana o vegana. Ed è proprio questo elemento che ha contribuito a far nascere il luogo comune che vede la dieta crudista come una dieta vegetariana o vegana. Premesso ciò, è giunto il momento di farci una domanda: la dieta crudista fa bene o male? Nei paragrafi seguenti andremo ad esaminare tutti i pro ed i contro di questo regime alimentare.

I vantaggi della dieta crudista

Questo regime alimentare trova le sue origini in una serie di studi condotti tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 dal medico e nutrizionista svizzero Maximilian Bircher-Benner (a cui si deve l’invenzione del Muesli). Nel 1937 un altro medico svizzero, Paul Kouchakoff, portò a termine uno studio in cui si evidenziava il legame tra la cottura dei cibi e le risposte immunitarie dell’organismo. Stando ad una serie di studi, l’assunzione di cibi non cotti può portare numerosi vantaggi per chi segue questa dieta, tra i quali troviamo:

  • la maggiore assimilazione di sostanze antiossidanti;
  • il maggior senso di sazietà, derivante da un maggior apporto di fibre;
  • azione detossinante derivata dall’eliminazione del processo di cottura;

Inoltre, la dieta crudista si distingue per essere particolarmente economica e ipocalorica. Se poi ci pensate bene, non è affatto difficile seguire un regime crudista nella vita di tutti i giorni. Basti pensare al fatto che alcune delle pietanze più rinomate del momento, come per esempio il Poké, si sposano molto bene con questo tipo di dieta.

Gli svantaggi della dieta crudista

Mangiare alimenti crudi presenta tuttavia evidenti svantaggi. Quello più banale è rappresentato dall’enorme difficoltà riscontrata nel condividere un pasto con chi non sposa questo regime alimentare. Recarsi in un ristorante non crudista con gli amici può perciò essere fonte di imbarazzo. Oltre a ciò, i principali svantaggi del crudismo sono:

  • impossibilità di consumare determinati alimenti (legumi, rape e patate);
  • rischio di parassitosi (frequente nel Crudismo Onnivoro e Pescetariano);
  • disturbi intestinali di varia natura, inclusa la diverticolite;

Esistono inoltre evidenze scientifiche riguardo la dannosità di un regime alimentare crudista per determinati soggetti, come ad esempio donne in stato di gravidanza o soggetti immunodepressi. La dieta crudista non è inoltre molto consigliata nelle stagioni invernali. Mangiare cibi crudi infatti non migliora la resistenza alle basse temperature.

I numeri del Crudismo in Italia

In Italia la dieta crudista non è molto diffusa come negli Stati Uniti o nel resto d’Europa, ma negli ultimi anni ha conosciuto comunque una notevole crescita. In un rapporto del 2018, i crudisti “integrali” risultavano essere circa il 4% degli intervistati, mentre il 32% degli intervistati affermava di consumare almeno un alimento crudista alla settimana, senza seguire però questo regime alimentare alla lettera. Stando sempre al medesimo sondaggio, la maggior parte dei crudisti era vegano (48% circa) o vegetariano (40% circa).